Noemi Mantile: premio Improta 2025

Sono Noemi Mantile, archeologa vincitrice del Premio Salvatore Improta 2025. Ho costruito le basi della mia formazione tra Napoli e Pisa, laureandomi in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa e conseguendo successivamente la laurea magistrale in Archeologia Medievale presso l’Università di Pisa, dedicando in entrambi i casi i miei lavori di tesi alla Storia della Medicina.

La passione per la ricostruzione degli stili di vita delle popolazioni del passato mi ha spinta verso la fisica applicata ai beni culturali, portandomi a conseguire il dottorato in Ambiente, Design e Innovazione presso l’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Qui ho potuto specializzarmi nell’analisi degli isotopi stabili (δ13C, δ15N, 87Sr/86Sr) su matrici organiche e inorganiche e sulle datazioni al radiocarbonio (14C), focalizzandomi in particolare sullo studio di resti scheletrici umani e animali e di resti botanici. Tali metodologie mi permettono di ricostruire nel dettaglio la dieta, la mobilità e le complesse interazioni tra uomo e ambiente nel passato con approcci multi-scalari e diacronici, approfondendo inoltre l’evoluzione delle tecniche agricole e di allevamento. L’attività di ricerca svolta presso il laboratorio iCONa (isotopic Carbon, Oxygen and Nitrogen analysis) lab del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” mi ha consentito di acquisire una solida padronanza tecnica, che spazia dalla preparativa chimico-fisica dei reperti all’interpretazione dei dati isotopici mediante modelli di statistica Bayesiana. Le competenze maturate in questo percorso mi hanno permesso di collaborare, in sinergia con il mio gruppo di ricerca, con contesti di eccezionale rilievo come il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Archeologico di Ostia Antica.

La mia specializzazione nei contesti medievali ha invece trovato espressione nella partecipazione al progetto PRIN 2020 “The Times of Castles”, in cui il mio contributo alla definizione delle cronologie dell’incastellamento ha riguardato il pretrattamento chimico-fisico di campioni archeobotanici e la calibrazione Bayesiana delle relative datazioni al radiocarbonio.

Oggi, questa esperienza scientifica si è evoluta in un progetto imprenditoriale: sono co-fondatrice di SIMANOVA s.r.l., una startup innovativa tutta al femminile. Utilizziamo metodologie analitiche avanzate per fornire dati ad alta risoluzione nei settori della ricerca bioarcheologica e archeometrica, investendo inoltre nella divulgazione scientifica per rendere il sapere sempre più accessibile anche per un pubblico non specializzato. Parallelamente all’impegno societario, proseguo il mio percorso di ricerca e formazione, con l’obiettivo di consolidare e ampliare progressivamente le mie competenze nel settore.

Il Premio Improta rappresenta per me non solo un importante riconoscimento, ma anche un incentivo per continuare a innovare il dialogo tra metodologie analitiche e beni culturali, generando nuove prospettive di ricerca e valorizzazione del patrimonio.

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