Sono Francesca Sabatini, vincitrice del Premio Salvatore Improta 2024. Attualmente sono ricercatrice (RTDa) presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra (DISAT) dell’Università di Milano-Bicocca, nel gruppo VaLiCel Lab, nel settore della chimica dell’ambiente e dei beni culturali.
Il mio percorso nell’archeometria è iniziato durante il tirocinio triennale al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (DCCI) dell’Università di Pisa, nel gruppo SCIBEC. Affascinata dalla possibilità di unire la passione per la chimica a quella dell’arte, ho approfondito lo studio dei coloranti naturali nella tesi magistrale, svolta in parte presso Dipartimento di Biochimica e Microbiologia
dell’ICT. Durante il dottorato, sempre al DCCI, mi sono dedicata allo sviluppo di un approccio multi-analitico per indagare il degrado dei coloranti sintetici in opere pittoriche e tessili, specializzandomi nelle tecniche HPLC-DAD-FD-MS.
Esperienze presso università ed enti di ricerca esteri (Amsterdam, Berlino, Parigi, Praga) mi hanno permesso di affrontare la complessa tematica della foto-instabilità dei coloranti anche con tecniche spettroscopiche, incluse quelle con luce di sincrotrone, ed elettrochimiche. Ho inoltre ottimizzato metodologie basate sulla GC-MS e Py-GC/MS per lo studio di leganti pittorici, tessili, pelli e plastiche.
Nel corso della mia formazione ho avuto la fortuna di analizzare materiali provenienti da epoche e contesti molto diversi: dal mantello di Napoleone Bonaparte ai tessuti Paracas, dai costumi di scena di Fellini e Zeffirelli, alle opere scultoree di Donatello e Michelangelo, alle tele di Van Gogh, Turcato, Munch, Fontana.
Durante il postdoc presso l’Istituto di Scienze Chimiche e Tecnologiche “G. Natta” (CNR-SCITEC) di Perugia, ho lavorato sull’ottimizzazione di un sistema di imaging iperspettrale nel Mid-IR, primo al mondo. Ho inoltre partecipato a numerose campagne diagnostiche con i laboratori mobili MOLAB-CNR (E-RIHS.it), approfondendo tecniche portatili come la spettroscopia Raman, XRF, IR a riflessione esterna e imaging iperspettrale nello SWIR, Mid-IR e UV-Vis. Con questa esperienza ho avuto l’immenso piacere di lavorare su capolavori custoditi in importanti musei europei, spaziando dalla bellezza iconica di una tela di Sandro Botticelli all’innovatività degli oggetti di design Kartell,
fino a lavorare sulle impalcature all’interno della tomba di Filippo il Macedone, nella Cappella Brancacci e all’esterno sulle sgargianti opere di Street art.
Per me la ricerca scientifica è qualcosa di emozionante, come lo è la ricerca del bello: fare della ricerca del bello il mio lavoro è la perfetta sintesi. Sicuramente non sono mancate le difficoltà in questo percorso e non ne mancheranno, ma sono soddisfazioni come la vittoria di questo prestigioso premio che danno la forza per continuare a impegnarsi e a non mollare!

