AIAr si Racconta, la diagnostica su Antonello da Messina del 2018

Quando la diagnostica diventa memoria

Antonello da Messina e il valore della documentazione scientifica acquisita prima del furto

Messina, 20 agosto 2026 – Il recente furto di alcune opere attribuite ad Antonello da Messina, sottratte dal Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe), richiama oggi l’attenzione su un aspetto forse meno evidente, ma di fondamentale importanza per la tutela del patrimonio culturale: il valore della documentazione scientifica preventiva delle opere d’arte.
Un valore che, nel caso delle opere di Antonello conservate a Messina, assume una particolare rilevanza anche alla luce delle attività di studio e diagnostica condotte nel 2018, nell’ambito di un più ampio percorso di ricerca, conservazione e divulgazione promosso in occasione della rassegna Arte è Scienza di AIAr.
Proprio al MuMe, nel dicembre 2018, si svolse l’incontro “Antonello da Messina Svelato”, fortemente voluto dall’allora direttrice del Museo, Caterina Di Giacomo, e dal Dirigente Arch. Gianfranco Anastasio. L’iniziativa rappresentò un importante momento di confronto tra ricerca scientifica, conservazione e conoscenza storico-artistica, mettendo in evidenza come le moderne tecniche diagnostiche possano contribuire a “svelare” la complessità delle opere e a documentarne la materia, la tecnica esecutiva e la storia conservativa.
È in questo contesto che si colloca la campagna di indagini scientifiche condotta nel 2018 dai ricercatori, alcuni dei quali soci AIAr, dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPCF-CNR) di Messina e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Università degli Studi di Palermo.
L’attività ha consentito di costruire una documentazione diagnostica articolata, ottenuta attraverso l’impiego coordinato di diverse metodologie non invasive e non distruttive, finalizzate alla conoscenza dei materiali costitutivi, della tecnica pittorica e dello stato di conservazione delle opere.
Tra le tecniche impiegate figurano la radiografia a raggi X, l’imaging multispettrale, comprendente riflettografia infrarossa e fluorescenza ultravioletta, la spettroscopia Raman e la fluorescenza a raggi X (XRF). L’integrazione di queste metodologie ha prodotto un insieme di informazioni complementari, capaci di restituire una lettura stratificata dell’opera, dalla struttura del supporto ligneo agli strati pittorici, dagli elementi sottostanti alle tracce di precedenti interventi conservativi.
Un ulteriore importante nucleo di documentazione scientifica riguarda il Polittico di San Gregorio, composto da tre scomparti e due formelle di predella. Gli studi diagnostici preliminari alla sua movimentazione furono eseguiti in preparazione della mostra monografica “Antonello da Messina”, tenutasi tra dicembre 2018 e febbraio 2019 presso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo.
In tale occasione furono realizzati anche esami radiografici sotto il coordinamento del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, affidati alla S.T.Art-Test di S. Schiavone & C (soci AIAr). E’ importante sottolineare che queste attività non furono concepite come indagini forensi. Il loro obiettivo era, allora, prevalentemente conservativo, tecnico e storico-artistico: conoscere le opere prima della movimentazione, documentarne lo stato di conservazione, determinare la natura dei materiali e acquisire elementi utili alla loro tutela e allo studio.
È proprio questa loro caratteristica a rendere oggi particolarmente preziosa la documentazione prodotta.
Le radiografie, la riflettografia nell’infrarosso, le immagini in fluorescenza ultravioletta e i dati spettroscopici costituiscono infatti una testimonianza scientifica precedente all’evento, quindi indipendente, acquisita in condizioni documentate e attraverso metodologie oggettive. Considerati nel loro insieme, questi dati possono costituire una sorta di “impronta digitale diagnostica” delle opere, consentendo di rilevare caratteristiche che non necessariamente risultano visibili in una fotografia tradizionale o durante un esame esclusivamente visivo.
Nel caso di un eventuale recupero delle opere, una documentazione di questo tipo potrà quindi rappresentare un riferimento scientifico di particolare valore per il confronto con i dipinti, mettendo a disposizione degli specialisti e delle autorità competenti elementi indipendenti utili alla loro identificazione e alla verifica della corrispondenza con la documentazione precedente alla sottrazione.
Parte dei risultati della campagna diagnostica del 2018 è stata successivamente presentata in occasione di incontri scientifici nazionali e internazionali, tra cui il Congresso Tematico AIAr del 2019, svoltosi a Reggio Calabria, e il 12th European Symposium on Religious Art, Restoration & Conservation (ESRARC 2022), tenutosi a Palermo nel settembre 2022. Una parte dei risultati è stata inoltre pubblicata negli atti del convegno ESRARC 2022.
L’esperienza maturata intorno alle opere di Antonello da Messina offre oggi ad AIAr l’occasione per ribadire un principio più generale: la diagnostica scientifica non è soltanto uno strumento per conoscere e conservare un’opera d’arte, ma può diventare parte integrante della sua identità documentaria.
La costruzione di archivi diagnostici sistematici, realizzati prima di movimentazioni, restauri o esposizioni, permette infatti di conservare una memoria oggettiva dell’opera nel tempo. Questa memoria può rivelarsi preziosa non solo per la ricerca e la conservazione, ma anche in circostanze impreviste quali furti, smarrimenti, danneggiamenti e successivi recuperi.
Il caso di Antonello da Messina rende particolarmente evidente questa prospettiva: dati acquisiti nel 2018 per finalità scientifiche e conservative assumono oggi, a seguito del furto, una funzione ulteriore e inattesa, confermando come la conoscenza scientifica possa tradursi in uno strumento concreto di tutela.
I ricercatori stanno inoltre mettendo a disposizione delle autorità competenti i dati e la documentazione disponibili, oltre ai risultati già presentati e pubblicati, affinché possano essere utilizzati nelle sedi opportune a supporto delle attività di tutela e di eventuale recupero delle opere.
L’auspicio è che questa vicenda contribuisca anche a rafforzare la consapevolezza dell’importanza di una documentazione diagnostica preventiva, condivisa e adeguatamente archiviata, come parte integrante delle strategie contemporanee di protezione del patrimonio culturale.

Rosina Celeste Ponterio
Senior Researcher / IPCF-CNR Messina & DSTCM – CHrossLab
rosinaceleste.ponterio@cnr.it

Maria Luisa Saladino
Associate Professor /STEBICEF Department-University of Palermo & IPCF-CNR Messina
marialuisa.saladino@unipa.it

Riferimenti

  • Giacobello F., Mollica Nardo V., Di Giacomo C., Anastasio G., Saladino M.L., Lupò G., Alberghina M.F., Schiavone S., Saija F., Ponterio R.C., San Gregorio polyptych of Antonello da Messina: a diagnostic campaign on the state of the artwork conservation, Congresso Tematico AIAr 2019, Reggio Calabria, 27–29 marzo 2019.
  • Saladino M.L., Alberghina M.F., Schiavone S., Damiani L., Alberghina F., Ciaramitaro V., Armetta F., Giuffrida D., Mollica Nardo V., Anastasio G., Di Giacomo C., Pellegrino L., Ponterio R.C., San Gregorio Polyptych by Antonello da Messina: a diagnostic campaign to assess the conservation state in the pre-handling condition reporting, 12th European Symposium on Religious Art, Restoration & Conservation (ESRARC 2022), Palermo, 14–16 settembre 2022.
  • Saladino M.L., Alberghina M.F., Schiavone S., Damiani L., Alberghina F., Ciaramitaro V., Armetta F., Giuffrida D., Mollica Nardo V., Anastasio G., Di Giacomo C., Pellegrino L., Ponterio R.C., San Gregorio Polyptych by Antonello da Messina: a diagnostic campaign to assess the conservation state in the pre-handling condition reporting, in F. Palla, I. Rusu, L. Lanteri, C. Pelosi, N. Apostolescu (a cura di), Proceedings of the 12th European Symposium on Religious Art, Restoration & Conservation, Edizioni Kermes, 2022, pp. 157–161, ISSN 2532-4381, ISBN 978-88-32029-50-5.
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